Col flamenco belle dentro e fuori
Sommario
Sono molti i benefici che questa danza complessa e affascinante apporta al corpo e alla psiche.
Perché armonia, tonicità e bellezza possono essere a portata di tacco.
Che cos’è il flamenco
Per flamenco si intende quell’espressione artistica globale che comprende danza, musica e canto,
proveniente dal sud della Spagna. La parte di ballo è affidata al bailaor o alla bailaora, che, con
movimenti di mani e piedi, usa il proprio corpo come uno strumento a percussione per seguire i
ritmi flamenchi. Per fare ciò, indossa speciali scarpe con tacco e punta chiodate e batte le mani
(palmas). Esistono diversi modi di battere i piedi, che normalente vengono combinati tra loro. I
principali sono:
- golpe, colpo dato facendo cadere il piede parallelo al terreno: ha un suono forte e deciso
- media planta, si esegue lasciando cadere solo la parte anteriore del piede, ha un suono meno forte
del golpe
- tacón, colpo sordo eseguito piegando il piede all’insù e facendo suonare i chiodi del tacco sul
terreno
Anche le mani possono suonare in modo diverso, e precisamente esistono:
- palmas sorde: danno un suono sordo che si ottiene battendo i due palmi bene aperti
- palmas sonore, per ottenere un suono più forte battere le quattro dita (pollice escluso) della mano
destra sul palmo aperto della sinistra
In entrambi i casi non si tratta di un applauso: le mani rimangono unite tra un battito e l’altro, in
attesa del successivo.
Breve storia
Il vero flamenco è molto diverso dall’immagine “pieraccioniana” che la maggior parte della gente ha
di esso. Tra i balli più antichi d’Europa, è stato codificato per la prima volta nel XV secolo in
Andalusia, una regione nel sud della Spagna, quando i gitani provenienti dall’India creavano
improvvisazioni fondendo influenze arabe, spagnole ed ebraiche. Dopo avere vissuto un periodo
oscuro nel 1950, nel quale nacque la variante “turistica”, tutta nacchere e gonne a pois, il flamenco
torna a nuova vita grazie all’opera di musicisti come Paco de Lucía e di danzatori come Antonio
Gades, che, catalogando stili e passi, gli danno dignità di arte e lo portano sui palcoscenici di tutto il
mondo. Si può perciò dire che il flamenco sia un’arte viva e in perenne evoluzione, come testimonia
la biennale che a Siviglia sfodera sempre nuovi talenti e tendenze, e che il momento migliore per
studiarlo sia ora.
Perché fa bene
Il flamenco porta a muoversi in modo più fluido e, grazie alla maggiore conoscenza e
consapevolezza del proprio corpo, permette di evitare inutili contrazioni, soprattutto a carico della
schiena e delle spalle. Già dopo pochi mesi di lezione, inoltre, il flamenco ballato sotto la guida di
un insegnante esperto comporta dei sensibili cambiamenti:
- Tonicità muscolare: le gambe devono essere forti e solide per sostenere la ballerina nello
zapateado (gioco di piedi), i pettorali tonici e sviluppati le permettono di muovere braccia e mani
con grazia e agilità
- Circolazione sanguigna: il grande lavoro di piedi favorisce il ritorno venoso, aiuta la circolazione
periferica e “sgonfia” le gambe, contribuendo a diminuire la ritenzione idrica
- Respirazione: grazie alla postura delle spalle e ai movimenti delle braccia mirati a distendere i
muscoli dorsali, la schiena si “apre”, la cassa toracica ha più spazio con conseguente aumento della
capacità polmonare e miglioramento della qualità della respirazione
Perché fa bella
Agili, sottili e slanciate: tradizionalmente la ballerina di flamenco è vista così. Se è vero che il
flamenco contribuisce a slanciare la figura, perché allunga i muscoli e non li ingrossa, e perché
grazie alla postura tutte le ballerine guadagnano qualche cosa in altezza, è però indubbio che
qualsiasi tipo di donna, anche la più “mediterranea”, può avvicinarsi a questa danza e sentirsi più
bella. Tre sono le conseguenze notevoli che il flamenco comporta in chi lo balla:
- Equilibrio: è una caratteristica fondamentale: senza equilibrio la scarpa non suona e la ballerina va
fuori ritmo. Per trovarlo lavora molto sul “centro” del proprio corpo, immaginando di danzare con
un perno immaginario che le permette di ruotare e muoversi, ma non la fa mai andare fuori asse
- Portamento: diritta, con la spalle aperte, il collo ben slanciato e leggermente protesa in avanti, la
ballerina di flamenco non ha certo paura di farsi vedere bella. Un portamento migliore, infatti,
comporta il guadagno di un paio di centimentri buoni in altezza, camuffa un po’ di pancetta e
regala fino a una taglia nel decolleté.
- Armonia: la postura flamenca e lo studio dei movimenti necessitano di una notevole capacità di
coordinazione. Questa caratteristica, che le ballerine di flamenco sviluppano nel tempo, va a
vantaggio della vita di tutti i giorni in cui spesso si spreca troppa energia in movimenti inutili e
dannosi per il proprio corpo.
Perché fa forte
La prima caratteristica che colpisce chi guarda una ballerina di flamenco danzare è la sua sicurezza.
Lo sguardo penetrante, gli occhi negli occhi del pubblico, la forte presenza sul palcoscenico sono
tutte cose che si esercitano col tempo, ma è indubbio che il flamenco contribuisca a far stare
bene chi lo balla anche a livello psicologico. Perché rafforza, scarica ed consente di esprimere
fisicamente le proprie emozioni attraverso la corporeità, permettendo di:
- Autoaffermarsi: quando il baricentro fisico è ben piantato, anche quello psicologico lo è. Il
flamenco, con la sua postura aperta e solidamente presente, riesce a contrastare con la tendenza
tipicamente moderna e occidentale a sentirsi inadeguati, perché comporta un forte lavoro su se
stessi. Non spinge a diventare la copia di un modello “altro” lontano da noi (imposto dalla moda o
dai mass media) perché non comporta omologazione ma interpretazione soggettiva
- Scaricare rabbia e tensioni: durante il giorno ogni persona accumula stress e tensioni che il corpo
immagazzina. Con il gioco di piedi, la ballerina di flamenco scarica queste tensioni nel terreno,
convertendo l’energia negativa in eccesso in potenza e ritmo. Per fare ciò mette all’opera i
quadricipiti e i bicipiti, muscoli che anticamente servivano per l’attacco o la fuga, e che sono insiti
nella memoria corporea dalla notte dei tempi. Non è necessario immaginare la faccia del capo
ufficio o della suocera sotto i tacchi per stare bene: all’aggressività la ballerina sosituisce
l’autoaffermazione.
- Stare bene nel proprio corpo: il movimento e la danza comportano di per sé conseguenze positive
per l’umore, perché assecondano il desiderio di movimento del corpo, spesso costretto per ore
al’immobilità a causa di uno stile di vita erroneo e troppo sedentario. Il flamenco, inoltre, mette la
ballerina in condizione di “entrare” nel proprio corpo per poter eseguire determinati movimenti, e di
conoscerlo a fondo, fin nelle sfumature. Questa corporeità decisa, questa presenza, questa sicurezza
è proprio ciò che traspare dagli occhi di chi balla flamenco e che così tanto colpisce il pubblico.
Chi lo può ballare
Dal momento che il flamenco si basa in gran parte sull’interpretazione, tutti lo possono ballare,
adattandolo alla propria situazione fisica e alle proprie esigenze:
- bambini: in Spagna il flamenco è insegnato anche nelle scuole. In Italia, mancando il retroscena
culturale, i pochi bimbi che ballano sono figli di spagnoli o di appassionati. In realtà poche cose
affascinano i bambini quanto il ritmo, ragione per cui molta ginnastica per bambini comprende
piccoli esercizi che assomigliano al flamenco
- donne incinte: a meno che non vi sia un problema di salute e comunuque previa autorizzazione del
proprio medico, una donna in stato di gravidanza può ballare il flamenco, con l’unica accortezza di
limitare il lavoro di piedi a favore di quello sulla postura. A favore del flamenco, anzi, si deve
aggiungere che lo sviluppo della muscolatura di schiena, spalle e braccia, sarà molto utile alla
donna nei primi mesi di vita del bambino
- anziani: anche se non esistono controindicazioni specifiche e solo se se la sente, una persona in là
con gli anni può ballare il flamenco. A maggior ragione se lo ha già ballato da giovane.
- Uomini: spesso si pensa che il flamenco sia tipicamente femminile. In realtà alcuni dei più grandi
ballerini sono uomini. I movimenti sono più o meno gli stessi, solo il bacino e le mani si muovono
di meno, non solo per mantenere una sorta di “virilità” nella danza, ma proprio perché la
conformazione fisica dell’uomo non permette la stessa qualità di movimenti.
- Ragazzi adolescenti: il flamenco, grazie al suo lavoro sul baricentro e la postura, è indicato anche
a chi è in fase di crescita perché è un’attività simmetrica, e quindi non favorisce l’insorgere di
scoliosi, ma anzi aiuta a “raddrizzare” la schiena.
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