Antonio Gades – bailaor -
Poi, nel 1981, comincia il felice connubio col regista Carlos Saura , partecipando a numerosi dei suoi film sul flamenco. Gades continuerà a ballare e girare il mondo con la sua compagnia fino a oltre i 60 anni. Muore nel 2004 , rimane tutt’ora uno dei maggiori bailaores di sempre .
cante flamenco era qualcosa di naturale e quotidiano nella famiglia Monge Cruz, visto che le tradizionali feste flamenche erano abitudine in quella casa.
Cantavano suo padre e sua madre, e Camarón diceva di aver appreso il cante proprio dalla madre.
Camarón cominciò a frequentare la Venta de Vargas molto presto, e lì le sue qualità canore divennero subito leggenda. Era il luogo in cui i buoni aficionados della Baia di Cádiz andavano proprio per ascoltare il bambino prodigio del cante.
Nel 1964 Miguel de los Reyes, cantaor e direttore della Taberna Gitana di Málaga, stava cercando per i circoli flamenchi della baia di Cádiz, un giovane cantaor per il suo “cuadro flamenco”. Ascoltò Camarón e Pansequito, ma sceglie il primo. Dopo due anni le prime incisioni discografiche e nel 1969 José Monge fa il salto verso Madrid, luogo dove a quei tempi si trovavano tutte le figure del flamenco: ciò gli permise un incontro che diventerà decisivo nel corso della sua futura carriera: quello con Paco de Lucía il chitarrista con il quale collaborerà 10 anni ed indicerà diversi dischi. Nel 1979, con il solo nome di Camarón pubblica La leyenda del tiempo, disco che porta nel mondo del flamenco un’autentica rivoluzione, inserendo delle sonorità proprie del jazz e del rock .Nel 1989 registra Soy gitano, che diverrà il disco più venduto nella storia del flamenco, nel quale collabora il chitarrista Vicente Amigo. È nel 1992 che Camarón incide il suo ultimo lavoro, Potro de rabia y miel, la registrazione viene interrotta per il peggioramento delle condizioni del cantante che morirà un’anno dopo per una terribile malattia
Camaron de la isla
José Monge Cruz, Camarón de la Isla nasce il 5 dicembre del 1950 a San Fernando, città di 88.500 abitanti nella baia di fronte a Cádiz in seno ad una famiglia gitana.
cante flamenco era qualcosa di naturale e quotidiano nella famiglia Monge Cruz, visto che le tradizionali feste flamenche erano abitudine in quella casa.
Cantavano suo padre e sua madre, e Camarón diceva di aver appreso il cante proprio dalla madre.
Camarón cominciò a frequentare la Venta de Vargas molto presto, e lì le sue qualità canore divennero subito leggenda. Era il luogo in cui i buoni aficionados della Baia di Cádiz andavano proprio per ascoltare il bambino prodigio del cante.
Nel 1964 Miguel de los Reyes, cantaor e direttore della Taberna Gitana di Málaga, stava cercando per i circoli flamenchi della baia di Cádiz, un giovane cantaor per il suo “cuadro flamenco”. Ascoltò Camarón e Pansequito, ma sceglie il primo. Dopo due anni le prime incisioni discografiche e nel 1969 José Monge fa il salto verso Madrid, luogo dove a quei tempi si trovavano tutte le figure del flamenco: ciò gli permise un incontro che diventerà decisivo nel corso della sua futura carriera: quello con Paco de Lucía il chitarrista con il quale collaborerà 10 anni ed indicerà diversi dischi. Nel 1979, con il solo nome di Camarón pubblica La leyenda del tiempo, disco che porta nel mondo del flamenco un’autentica rivoluzione, inserendo delle sonorità proprie del jazz e del rock .Nel 1989 registra Soy gitano, che diverrà il disco più venduto nella storia del flamenco, nel quale collabora il chitarrista Vicente Amigo. È nel 1992 che Camarón incide il suo ultimo lavoro, Potro de rabia y miel, la registrazione viene interrotta per il peggioramento delle condizioni del cantante che morirà un’anno dopo per una terribile malattia










0 Risposte a “I miti del flamenco”